Droga nel ragù della pasta, così sarebbe morto il piccolo Nicolò di soli 2 anni. Ora il padre punta ad uno sconto della pena
Ieri la prima udienza in tribunale che è stata rinviata all'11 gennaio quando si dovranno valutare eventuali riti alternativi per il padre accusato di omicidio colposo e spaccio di droga

BELLUNO. Punta ad uno sconto della pena il papà del piccolo Nicolò, il bambino di due anni morto il 22 luglio dello scorso anno per overdose a Longarone.
Ieri la prima udienza in tribunale che è stata rinviata all'11 gennaio quando si dovranno valutare eventuali sconti o riti alternativi per il padre accusato di omicidio colposo e spaccio di droga.
La morte del piccolo sarebbe avventa, secondo quanto stabilito dalle analisi, dopo aver ingerito dell'hashish. Nel corpo del piccolo sarebbero però state rinvenute anche tracce di cocaina ed eroina (QUI L'ARTICOLO).
Sulla drammatica vicenda sono andate avanti le indagini secondo cui il padre, come riportato dal Gazzettino, avrebbe messo della droga nel ragù della pasta per fare stare tranquillo e addormentare il piccolo.
Un punto, questo, centrale nel processo e non semplice da sostenere con delle prove: lo spaccio di droga al figlio e morte come conseguenza di altro reato.
Il caposaldo dell’accusa è l’omicidio colposo e la negligenza del genitore nel lasciare incustodita della droga alla portata del figlio.
Si dovrà attendere ora gennaio per capire quali saranno gli eventuali riti alternativi o sconti di pena offerti al padre.














